ETIOPIA E KENYA, LA CULLA DELL'UMANITA'

ETIOPIA & KENYA
Viaggi fuoristrada 4x4
dal 23/12/2017
al 06/01/2018

2017-12-23-4X4-ETIOPIA-KENYA

Scheda tecnica

Durata
16 giorni - 15 notti
Difficoltà
Medio
Pernottam.
3 notti in hotel, le altre notti in tenda usufruendo spesso delle facilities di vari lodge e campsite

Un itinerario senza precedenti che si snoda tra i più intriganti ecosistemi africani.

Da Addis Abeba a Nairobi, rigorosamente via terra, sulla pista verso il leggendario lago Turkana e oltre.

Attraverseremo svariati territori: deserti, montagne, laghi, savane e foreste.

Un tragitto avventuroso a stretto contatto con i remoti gruppi etnici etiopi, specialmente i misteriosi
popoli della valle dell’Omo
, un mosaico unico di culture e tradizioni ancestrali.

Proseguendo verso sud, una volta entrati in territorio keniota rimarremo estasiati di fronte al fascino selvaggio del “mare di giada”, strepitoso highlight del nostro viaggio.

Il più grande lago al mondo in un’area desertica: il Turkana.

Una indescrivibile distesa di zaffiro circondata da colori marziani e picchi vulcanici, un ecosistema unico al mondo per la sua ricchezza ecologica, ma altrettanto eccezionale a livello antropologico e paleontologico, così da esser stato rinominato “la culla dell’umanità” grazie ai numerosi reperti di ominidi venuti alla luce nella regione.

Concluderemo la nostra immersione nella natura inviolata, visitando alcuni parchi nazionali poco frequentati dal turismo di massa, rilassandoci nelle dinamiche dei safari africani alla ricerca dei “big five”.

L’avventura che ci attende è un vero e proprio inno alla vastità, una rotta autentica e primordiale verso orizzonti inesplorati.

GIORNO 1: Volo per Addis Abeba, arrivo di notte e pernottamento in hotel.

GIORNO 2: ADDIS ABEBA – ZIWAY (180 km – 4 ore circa): Mezza giornata di ambientamento dedicata alla capitale etiope e visita dei due principali ed interessanti musei: il museo Nazionale archeologico con interessanti reperti compreso lo scheletro di Lucy, che risale a quattro milioni di anni fa, e quello Etnografico. Visita alla Chiesa della Trinità e al Monte Entoto che vanta il miglior punto panoramico della città. Partenza verso sud dove presto incontreremo Adadi Maryam, la più meridionale delle chiese rupestri etiopi che si rifà alla tradizionale architettura ipogea tipica della zona di Lalibela; la chiesa, ormai completamente ricoperta di vegetazione, è una sorta di grotta con 10 porte e 24 finestre. La sosta successiva è nei pressi di Tiya, nota per il campo delle steli, 46 menhir in parte crollati, risalenti ad una civiltà sconosciuta ed enigmatica, in cui si credeva che queste sculture sacre rappresentassero il filo conduttore tra la vita terrena e il mondo degli dei. Continuiamo a guidare fino al lago Ziway, nuova meta eco-turistica dove potremo di ammirare l’esuberante ricchezza di avifauna del lago. Primo pernottamento in tenda sotto le stelle etiopi. (possibilità di una escursione in barca al tramonto per avvistare ippopotami e visitare l’isola di Debre Sina, sito affascinante grazie al suo monastero in cui si dice fosse custodita l’Arca dell’alleanza attorno al IX secolo).

GIORNO 3: ZIWAY – JINKA (490km / 9 ore circa): Giornata di trasferimento, lungo viaggio verso sud per entrare nel vivo della nostra avventura. Visita del parco di Abiata e Shala, laghi vicini ma diversissimi tra loro per formazione e paesaggio, dove potremo ammirare colonie di fenicotteri e altri uccelli. Continuando verso ovest giungiamo in terra Wolayta, un fertile altopiano coltivato a cereali, su tutti l’ensete conosciuta come “falsa banana” da cui si ricava una sorta di pane scuro chiamato korcho. Proseguendo raggiungiamo il Maze National Park, vasta area protetta creata per difendere la bella antilope di Swaynes. La pista taglia trasversalmente il parco attraverso una savana circondata da colline, scarpate e catene montuose fino a raggiungere Jinka. Notte in tenda presso Eco-Omo lodge.

GIORNO 4: JINKA – MAGO NATIONAL PARK: Jinka, crocevia importante di questa regione, riunisce in occasione del suo pittoresco mercato le tribù circostanti di Ari e Benna. Da qui la pista discende vorticosamente regalando panoramici eccezionali sul Mago National Park, sito nel versante orientale del fiume Omo, un territorio che alterna zone di savana aperta e foreste. Questa è la casa dei Mursi. Sarà una giornata intera ed intensa percorrendo piste disagevoli immerse nella vegetazione fino a raggiungere queste tribù isolate, un popolo seminomade famoso per i suoi usi e costumi antichissimi. Su tutti il piattello labiale, caratteristica deformazione del labbro inferiore, controverso simbolo di bellezza femminile. L’incontro con questa popolazione superba è estremamente affascinante anche se l’approccio non risulta sempre facile. Trascorreremo la notte accampati sulle rive dell’Omo.

GIORNO 5: JINKA - KEY AFER – TURMI – OMORATE – TURMI (190 km / 4 ore circa): Rientriamo a Jinka e avanziamo alla volta di uno dei più frequentati e colorati mercati settimanale. Il giorno di mercato è il momento sociale per eccellenza che richiama le varie popolazioni locali ognuno nel suo “abito” migliore.
Inoltrandoci nel territorio delle tribù Karo, scopriamo questa popolazione di ceppo nilotico che vive in minuscoli villaggi di capanne di forma circolare dal tetto conico. Ormai ridotti a poche centinaia di individui, i Karo hanno una struttura atletica con un’altezza media di un metro e novanta. Gli uomini sfoggiano pettinature stravaganti grazie ad uno speciale impastato di grasso d’animale e argilla. La volontà di differenziarsi viene espressa soprattutto con la scarificazione e tramite la pittura corporale che presso i Karo diventa una vera e propria forma d’arte: le decorazioni del volto e del corpo vengono create con calce bianca, minerali polverizzati e con disegni che riproducono il piumaggio di uccelli della savana. Proseguendo per Turmi, entreremo in contatto con il popolo Hamar. Le donne indossano l’esente, collare di ferro che viene portato tutta la vita e vesti di capra impreziosite da conchiglie cauri e sfoggiano complicate acconciature a caschetto che ne accentuano la bellezza e simboleggiano status sociale. Omorate è il villaggio più meridionale dell’Etiopia, l’ultimo paese prima del Kenya; qui vivono i Dassanech, fino a pochi anni fa conosciuti col nome “Galeb”, nomadizzando in questo vasto territorio inseguendo letteralmente l’acqua e i pascoli. I Dassanech sono gli unici in questa valle a parlare una lingua cuscitica, sono suddivisi in otto clan, e vivono in piccole capanne rotonde, con un’apertura molto bassa che li costringe ad entrare carponi. Rientro a Turmi e notte in tenda presso il Buska Lodge.

GIORNO 6: CHEW BAHIR – KONSO (250 km / 4 ore circa): Si prosegue nella regione compresa tra i corsi del Weyto e dell’Omo, incontriamo la popolazione dei Benna, allevatori seminomadi e grandi produttori di miele selvatico. Le capanne sono semplici ripari ricoperti di erba o stuoie mentre al centro del villaggio si trova il recinto del bestiame. Attraversiamo il Chew Bahir (ex Lago Stefania), ora per lo più asciutto e salato, che appare come un grande specchio circondato da montagne. È uno dei tanti laghi della Rift Valley, la più grande “valle” del mondo che dal Mar Morto fino al Mozambico spacca praticamente in due parti il continente africano. In Etiopia la faglia attraversa il Paese in direzione nord-sud e piega verso il grande sud, verso il cuore dell’Africa: è la regione ove sprofondò la crosta terrestre e ora appunto si trovano i grandi laghi. Nel paesaggio “senza speranza” tra l’ex-Lago Stefania e il letto del fiume Weyto, vivono anche due altre popolazioni; gli Tsemay, le cui donne sono facilmente riconoscibili poiché usano portare un particolare perizoma a forma di coda, e gli Erboré, il risultato dell’aggregazione di diverse etnie, che nel corso del tempo si sono amalgamate a formare un solo popolo. I matrimoni misti con ragazze di altre tribù sono ancora oggi la regola, a patto di escludere dalla scelta i nemici Hamar. Le donne indossano pesanti gonne di pelle, hanno i capelli acconciati in lunghe treccioline sottili e amano adornarsi di perline mentre alle caviglie portano pesanti anelli in ferro. Raggiunto l’altopiano incontriamo i Konso, popolo di agricoltori stanziali che coltivano i campi a terrazzamenti, sfruttando e contenendo le piogge, abili tessitori, vasai e ottimi artigiani. Tipici i loro insediamenti arroccati attorno ai picchi per dominare e controllare le vallate. Sistemazione in tenda nel panoramico Kanta Lodge.

GIORNO 7: KONSO – YABELO – MOYALE > KENYA (335 km / 5 ore circa): Giornata in viaggio, attraverso paesaggi sempre vari, raggiungiamo la regione dei Borana. Ci attende una visita interessantissima a El Sod, uno straordinario cratere ormai spento che ospita al suo interno un lago vulcanico nero. L’aspra bellezza del luogo è enfatizzata dalla dura pratica di estrazione del sale secondo tecniche antiche e immutate nel tempo. Gli uomini Borana, seminudi, estraggono il sale prezioso con l’aiuto di semplici bastoni dal fondale fangoso. Potremo avventurarci a piedi lungo una mulattiera che conduce sul fondo del cratere dando però sempre precedenza agli asini che risalgono il pendio coi dorsi stracarichi di sale. Proseguiamo per pochi chilometri fino di raggiungere un famoso “pozzo cantante”. I Borana, fieri allevatori in un ambiente a dir poco ostile, hanno perfezionato un incredibile sistema di approvvigionamento idrico grazie a dei particolari pozzi a forma circolare e struttura concentrica. Assistere ad un pozzo cantante in piena attività è un’esperienza indimenticabile in quanto uomini e donne formano una catena umana e, intonando cantilene tradizionali, si passano i secchi d’acqua dal fondo alla superficie con una sintonia coinvolgente. Così facendo si fanno forza a vicenda e allo stesso tempo tranquillizzano gli animali assetati. Ultimi chilometri in terra etiope e poi a Moyale espleteremo le formalità doganali facendo il nostro ingresso in Kenya. Pernottamento in tenda.

GIORNO 8: MOYALE – MARSABIT (250km / 7ore circa): Siamo nell’Africa dell’immaginario collettivo, dei documentari e Marsabit, letteralmente “luogo fresco”, pur essendo nel bel mezzo del deserto ci stupirà con la sua inaspettata essenza: un incredibile vulcano che abbraccia un’oasi verdeggiante all’interno della sua antica caldera. La parte alta del cratere, dichiarata Parco Nazionale, è ricoperta da una fitta foresta in cui vivono elefanti dalle grandi zanne, kudu maggiori, iene e gazzelle. Il centro abitato è invece impreziosito dalla presenza dei Rendille che, vestiti di abiti rossi luccicanti, e adorni di collane, bracciali e orecchini, rendono Marsabit ancor più vibrante. Pernottamento in tenda.

GIORNO 9: MARSABIT – CHALBI DESERT – LOYANGALANI (285km / 7 ore circa): Lasciamo Marsabit all’insegna di una giornata di grande avventura verso il lago Turkana: un vero sogno per appassionati di antropologia, archeologia e geologia così come per chiunque voglia vivere l’energia di un luogo remoto, unico e incontaminato. Una pista attraversa il deserto di Chalbi, un desolato mare di sale, sabbia, nere colate laviche. Tagliando queste lande desertiche è probabile che scorgeremo carovane di cammelli dei pastori Gabbra. Poi all’improvviso l’emozione indimenticabile dell’avvistamento del Turkana, il mare di giada. Sulle sue sponde facciamo base a Loyangalani, l'unico centro abitato della riva sud orientale. Attorno ad esso sono sorti tre villaggi e dalla forma delle capanne è possibile riconoscerne l'etnia: quelle a cupola ricoperte con pelli e foglie di palma sono dei Samburu; i tukul di paglia sono dei Turkana, mentre quelle di forma quadrata sono dei Rendille e rappresentano un bell'esempio di convivenza e di integrazione. Pernottamento in tenda.

GIORNO 10: LAGO TURKANA: Giornata intera dedicata alla straordinarietà del Turkana. Chiamato anche lago Rodolfo è il più grande lago permanente in luogo desertico ed è anche il più grande lago alcalino del mondo. Essendo un bacino chiuso, tutta l'acqua che vi si versa evapora per effetto delle alte temperature del luogo. Lungo 257 km e largo all'incirca 31 km il Turkana più che un lago, è quasi un mare interno. Unico nel suo genere, l’ecosistema del lago permette di praticare la pesca e la pastorizia in alternanza grazie a un eterno ciclo di alta e bassa marea consentendo ad ancestrali tribù, come i Turkana, i Samburu, i Rendille e gli El Molo, di vivere per secoli una dura esistenza nelle aride periferie delle sponde del lago, considerate uno degli ambienti più ostili della Terra. Il lago Turkana è anche conosciuto come la culla dell'umanità per via dei numerosi ritrovamenti dei nostri progenitori in prossimità delle sue rive. Sono infatti stati rinvenuti resti fossili di ominidi risalenti a due milioni e mezzo di anni fa e attualmente attribuiti alla specie Homo ergaster. Il lago è punteggiato da numerose isole vulcaniche disposte lungo l’asse Nord-Sud riconosciute come parchi nazionali e patrimonio mondiale dell'UNESCO. Dall’oasi di Loyangalani potremo visitare i villaggi tradizionali e soprattutto compiere un’indimenticabile escursione in barca verso l’aspra e sublime Southern Island. Pernottamento in tenda.

GIORNO 11: LOYANGALANI – SOUTH HORR – MARALAL (235km sterrato / 9 ore): La zona meridionale del lago è di una desolazione sconvolgente, con enormi distese di roccia lavica da cui spuntano isolate e sparute acacie. Ripartiamo in direzione sud con sosta all’oasi di South Horr. Godremo poi di un meraviglioso cambiamento di paesaggio, inerpicandoci lungo colline pietrose, attraversando la selvaggia scarpata del Losiolo, uno dei panorami più mozzafiato di tutto il Kenya. Arrivo infine a Maralal, la capitale della regione del popolo Samburu. Pernottamento in tenda presso Ngari Hill ecolodge.

GIORNO 12: MARALAL – ABERDARE NATIONAL PARK (280 km di cui 55asfalto/240 sterrato): Lasciandoci alle spalle Maralal ci inoltriamo sull’altopiano di Laikipia. La stupefacente varietà dei paesaggi è stata elemento ricorrente di tutto il viaggio e oggi ancor di più si confermerà tale viaggiando lungo la Rift Valley.  All’orizzonte si staglia il monte Kenya con i suoi 5199 metri di altitudine, maestosa cornice di qualsiasi fotografia vorremo scattare. Alle porte della cittadina di Nyahururu visiteremo le Thomson’s falls, belle cascate con un salto di 72 metri che avvolgono la fitta foresta circostante in una nebbia di vapore perenne. A poca distanza da qui faremo il nostro ingresso all’Aberdare national park, punto di forza e valore aggiunto di questi ultimi due giorni dedicati ai safari. Sarà emozionate la ricerca della fauna africana all’interno di un ecosistema lontano dalle classiche e immense pianure africane. L’Aberdare NP offre infatti uno scenario singolare coprendo altitudini che variano dai 2000 a oltre i 4000 metri sopra il livello del mare. Riscopriremo finalmente un clima più fresco e piacevole tra i profondi burroni, i fiumi e le cascate di questo fertile territorio montano, mentre a quote più basse le colline sono ammantate di foreste di bambù e foreste pluviali. Una credenza tradizionale dei Kikuyu, tribù originaria di queste parti, sostiene che la catena montuosa di Aberdare sia una delle case di Ngai, ossia di Dio. I superbi paesaggi sono invece sicuramente dimora di leopardi, elefanti, leoni, zebre, licaoni, giraffe, rinoceronti, bushbuck, reedbuck, facoceri, antilopi d’acqua, bufali, sciacalli, eland, cefalofo, babbuini, colobus, scimmie varie e altre 250 specie di uccelli. Pernottamento in tenda all’interno del parco.

GIORNO 13: ABERDARE NATIONAL PARK: Altra giornata completamente dedicata al parco: safari e qualche piacevole escursione a piedi. Notte in tenda.

GIORNO 14: NAIVASHA – NAIROBI (230km): Dopo aver tagliato trasversalmente l’Aberdare sull’asse est-ovest visiteremo le sponde del lago Naivasha per un ultimo pomeriggio di relax tra migliaia di fenicotteri rosa e ippopotami. Tremila chilometri più a sud del nostro punto di partenza, arriviamo infine a Nairobi, cosmopolita capitale keniota e termine del nostro itinerario. Pernottamento presso Wildebeest eco camp e nella notte volo di ritorno per l’Italia.

Partecipante (su 4x4 da 4 pax) € 2.950,00 *

SUPPLEMENTI UTILIZZO ESCLUSIVO 4X4:                            

Utilizzo 4x4 - 1 pax € 2.500,00

Utilizzo 4x4 - 2 pax € 1.500,00

Utilizzo 4x4 - 3 pax € 500,00

VOLO AEREO: da quotare al momento della prenotazione, al momento della pubblicazione circa € 700,00

* NOTA BENE: ciascun partecipante potrà indicarci se vorrà o meno guidare;

 

LA QUOTA COMPRENDE (valida per un minino di 10 partecipanti iscritti):

  • Utilizzo veicolo 4x4;
  • Carburante;
  • Visto turistico Etiopia;
  • Visto turistico Kenya;
  • Tutti i pernottamenti come da programma;
  • Tenda e materiale da campeggio;
  • Tutti i pasti;
  • Ingresso a tutti i parchi nazionali;
  • Esperte guide locali;
  • Accompagnatore parlante Italiano in loco;
  • Veicolo d'assistenza al seguito;
  • Trasferimenti da/per aeroporto;
  • Assicurazione medico bagaglio AXA, consulta il fascicolo informativo sul sito

Nota: i servizi erogati sono calcolati per un minimo di 10 iscritti. Se il viaggio verrà confermato con meno partecipanti l'organizzazione si riserva di eliminare qualche servizio che verrà comunicato mezzo mail agli iscritti senza snaturare lo spirito del viaggio.

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Volo aereo, da quotare al momento della prenotazione;
  • Escursione in barca sul lago Turkana;
  • Tutto quello non specificato nella quota comprende.

Prima di prenotare ricorda di consultare le CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO e COME VIAGGIAMO

ISTRUZIONI PER PRENOTARE

 

Organizzazione tecnica a cura di Desartica S.R.L.,

P.IVA: 08221570966

Autorizzazione nr. 45122 del 24 febbraio 2015 rilasciata dalla Provincia di Milano

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