Interviste Desarticolate, Daniele Bonifacio - Amsterdam Sensoriale

Interviste Desarticolate, Daniele Bonifacio - Amsterdam Sensoriale

Interviste Desarticolate, Daniele Bonifacio - Amsterdam Sensoriale

Ormai è da qualche mese che lavoro nel team Desartica e posso assicurarvi che di questo viaggio se ne parla ancora con grande entusiasmo, “Amsterdam 2015” risuona come un mantra tanto nelle riunioni in ufficio, quanto durante le chiacchierate in pausa pranzo.

Il viaggio è sicuramente rimasto tra gli annali in termini di innovazione e progresso e ha indubbiamente segnato un punto di svolta nella vision di Desartica.

La particolarità di “Amsterdam 2015”? Essere un viaggio inclusivo, pensato per essere accessibile anche a persone ipovedenti e persone con cecità.

Un “esperimento” andato a buon fine che ha segnato un cambio di direzione volto verso l’abbattimento di barriere che purtroppo, molto spesso, sono ancora considerate un ostacolo.

Daniele Bonifacio è il nome immediatamente associato al viaggio. Classe 1973 è da anni attivo collaboratore di Desartica, nonché uno degli ideatori e promotori di “Amsterdam 2015”.  

Lui stesso è stato in prima persona accompagnatore del viaggio e, dato il grande successo, ho pensato sarebbe stato interessante contattarlo per un’intervista.

Daniele, la tua fama ti precede, sei spesso nominato nel mondo Desartica e, come abbiamo accennato, il viaggio ad Amsterdam ha avuto moltissimo successo. Com’è nata l’idea di organizzare un viaggio inclusivo per persone ipovedenti e con cecità?

L’inverno dell’anno precedente, sollecitato da un amico, mi ero fatto coinvolgere per passare una giornata sugli sci con appunto persone con disabilità visive. Inizialmente mi sembrava impossibile che persone non dotate della vista potessero indossare degli sci e fare quello che molti “normodotati” con difficoltà spesso fanno. Ebbene mi ricredetti. Grazie a guide esperte, il giusto affiatamento e il grande spirito vitale che spesso queste persone hanno, fui testimone per la prima volta che non tutto è impossibile. Da lì l’idea. Perché non organizzare un viaggio in tandem per la prossima estate per persone con disabilità visive?      

La peculiarità del viaggio è affiancare a persone con disabilità visive, a persone cosiddette “normodotate”, come hanno reagito entrambe le parti? C’è stata sinergia? Quali sono state, se ci sono state, le principali difficoltà?

Le principali difficoltà, se tali le possiamo definire, sono state principalmente generate dal fatto che spesso le cosiddette persone “normodotate” con poca esperienza con persone con disabilità, danno per scontate delle piccole cose della vita che per una persona non vedente non lo sono. Tuttavia, ho potuto anche appurare che in fondo, con un po’ di buona volontà e altruismo, siamo tutti in grado di imparare velocemente.   

Puoi raccontarci alcuni aneddoti divertenti riguardo al viaggio?

Scherzi, battute; ne potrei raccontare parecchi di aneddoti divertenti, ma vorrei raccontare quello relativo a una partecipante con disabilità visive a cui la compagnia aerea aveva perso il bagaglio al momento dell’arrivo. Dopo un primo momento di sconforto da parte sua, tanto che voleva ritornare a casa, siamo riusciti, grazie alla collaborazione e alla generosità di tutti, a raccogliere gli indumenti e le attrezzature necessarie per poter affrontare almeno il primo giorno in bicicletta. La giornata fu talmente divertente che l’intenzione di tornarsene a casa le era passata dalla testa. Anzi, verso sera, dopo dieci ore sulle ciclabili olandesi, la signora decise di fare shopping in un noto e lussuoso centro commerciale di Amsterdam chiedendomi di aiutarla. D’altronde era senza valigia… E quindi fino quasi a mezzanotte per scegliere pantaloni, felpe, t-shirt, mutande, reggiseni ecc. Le premesse, per uno come il sottoscritto, erano quelle di un incubo, ma che in realtà si rivelò in una delle serate più divertenti della mia vita, fatta di gag, battute e risate.           

Il viaggio è sicuramente stata un’occasione per abbattere barriere sociali e culturali, quali sono state le sensazioni dei partecipanti?

Per quanto mi riguarda questo viaggio, a cui ho tenuto particolarmente affinché riuscisse con successo, mi ha dato molto dal punto di vista umano. Mai prima di quell’esperienza mi ero cimentato con persone con un’importante disabilità come la cecità, così a stretto contatto per diversi giorni. Ora, grazie a quell’esperienza, comprendo meglio le difficoltà anche nelle piccole cose che molte persone sono costrette ad affrontare quotidianamente. Nulla è più scontato per me, anche le cose apparentemente più semplici.         

Sicuramente l’esperienza di Amsterdam ha aperto un nuovo scenario per Desartica, tanto che è in programma un viaggio inclusivo in Cappadocia ad ottobre, puoi dirci di più a riguardo? Il format sarà lo stesso?

Il viaggio in Cappadocia, rispetto al giro dell’Olanda che si era fatto in tandem, sarà un trekking a piedi. Lo spirito di inclusività sarà tuttavia lo stesso: gli iscritti “vedenti” si impegneranno e si metteranno a disposizione dei partecipanti non vedenti per accompagnarli durante tutto il corso del viaggio.

Grazie Daniele per aver condiviso con noi quest’esperienza e per averci trasmesso l’emozione di questo incredibile viaggio!

Come già accennato, “Amsterdam 2015” è stato solo l’inizio di questo percorso di viaggi inclusivi di Desartica Adventures. Dall’8 al 15 di ottobre è infatti in programma il Trekking in Turchia strutturato in modo da essere fruibile anche a persone con disabilità visive, vi aspettiamo numerosi per vivere un’esperienza unica ed indimenticabile!

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