Estate in Marocco in 4x4

Estate in Marocco in 4x4

Estate in Marocco in 4x4

Il 5 agosto è iniziato il viaggio con la mia famiglia con destinazione Marocco. Siamo partiti con la nostra Toyota 4×4, un fuori strada attrezzato per poter attraversare le dune del deserto, con sopra il tetto la tenda per poter dormire nei campeggi o comunque in mezzo alla natura. Per arrivare in Marocco che si trova nel Nord dell’Africa abbiamo dovuto attraversare la Francia e la Spagna, attraversare lo stretto di Gibilterra per iniziare il vero e proprio viaggio.

5 agosto: siamo partirti alle 10 e mezza di sera per viaggiare di notte e non trovare traffico. Da diverso tempo mio padre voleva portare me e mia mamma in Marocco, uno dei posti per lui più belli per la presenza del deserto. Abbiamo attraversato il Piemonte e attraverso il traforo del Frejus siamo arrivati in Francia. E’ una galleria nella montagna (le Alpi) che è lunga più di 12 Km.

6 agosto: abbiamo attraversato tutta la Francia e viaggiato tutto il giorno per arrivare a Tarragona, città nella costa sud della Spagna, sul mare Mediterraneo. Alla sera abbiamo mangiato in un localino nel centro della città, le tapas, ossia degli assaggi di cibi tipici spagnoli. Famoso è il jamon, il prosciutto crudo spagnolo e anche molto buono.

7 agosto: la destinazione di oggi è stata Ronda, città della regione Andalusia. Mi è piaciuta moltissimo, perché si trova su una roccia profonda 100 metri; questa gola chiamata “El tajo” separa la città nuova da quella vecchia, zone che sono unite dal Puente Nuevo; guardar giù dal ponte per chi soffre di vertigini (come mio padre) non è semplicissimo.

8 agosto: finalmente siamo arrivati a Tarifa, una piccola cittadina nel punto più ad ovest della costa spagnola. Questo paese è frequentato da tantissimi sportivi che praticano kitesurf, che possono correre sulle onde del mare, grazie alle correnti e ad un forte vento. Il giorno seguente siamo partiti da Algeciras per attraversare lo stretto di Gibilterra. È il tratto di mare che unisce Marocco e Spagna, Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo ed è largo al massimo 44 Km.

9 agosto: con un viaggio di circa un’ora e mezza, un traghetto ci ha portato nel porto di Tangeri, sulle coste del Marocco uno dei 54 stati che formano il continente Africano. Qui riunito il gruppo di viaggiatori, che come noi hanno scelto questo tipo di viaggio con una guida comune, ci siamo diretti verso le montagne del Rif per arrivare a Chefchaouen.

10 agosto: alla mattina abbiamo visitato questa città magica, nelle piccole vie dell’antica medina (medina, che in arabo significa città, si riferisce alle città antiche che si trovano in diverse città marocchine; spesso circondate da mura fortificate e caratterizzate da vicoli intrecciati, le medine sono il rifugio di tradizioni, cultura, architettura e artigianato). Qui tutte le porte sono pitturate di azzurro turchese e quello che mi è piaciuto di più in assoluto è la enorme presenza di gatti. Nel pomeriggio percorrendo una tortuosa strada asfaltata sulle montagne del Medio Atlante siamo arrivati nella città di Fes. Il Medio Atlante è la più settentrionale delle tre catene di montagne dell’Atlante che definiscono un grande altipiano che si estende, verso est, in Algeria. Infatti, il Marocco confina ad est e sud est con l’Algeria, a sud con il Sahara Occidentale e a Nord con il Mar Mediterraneo ad Ovest con l’Oceano Atlantico.

11 agosto: al mattino presto via decisi verso sud in uno straordinario paesaggio montano di laghi e cascate. Le montagne sono la dimora della tribù berbera “Beni mguild”, che si dice abbia alcuni tra i migliori tessitori nomadi del Marocco. Attraversiamo Ifrane, che viene definita la Saint Morriz (località sciistica della Svizzera) marocchina. Per diversi chilometri abbiamo costeggiato il giardino della casa invernale del re del Marocco, tutto presidiato da guardie militari. Ci siamo fermati per vedere un gruppo di scimmie dispettose che sostava a bordo strada. Proseguendo lungo la strada tra palmeti e dromedari siamo arrivati ad Erfoud, una piccola cittadina alla porte del deserto del Sahara. Il Sahara è il più vasto deserto caldo della Terra e si trova nell’Africa Settentrionale: effettivamente qui il caldo torrido ha iniziato a farsi sentire.

12 agosto: mattinata dedicata a sabbia e dune! L’Erg Chebbi, detto anche deserto di Merzouga dal nome del villaggio e avamposto militare sul confine meridionale. Queste dune sono le più alte del Marocco. Dalla loro cima, nelle giornate limpide, si riescono a vedere le vette del Gebel M’Goun a oltre 150 km di distanza. In realtà la presenza di una continua foschia legata al caldo non ci ha permesso di vedere molto lontano. L’erg, chiamato anche idean, è un tipico paesaggio del deserto, caratterizzato da dune di sabbia, che noi abbiamo percorso con la nostra Toyota.

13 agosto: abbiamo fatto diversi chilometri nel nulla su fondi stradali prevalentemente duri e sassosi percorrendo piste rese famose dalla “Dakar” (una importante gara di macchine e moto); una noia davvero mortale ed un caldo pazzesco che ci teneva compagnia. Arrivati a Zagora, mio papà ha portato la macchina dal meccanico per un controllo e io e mia mamma abbiamo fatto shopping in piccoli negozietti (dei buchi), che vendevano l’argento. Il Marocco è famoso per la lavorazione dell’argento; qui per comperare le cose bisogna sempre contrattare. Funziona così: ti dicono il prezzo di una cosa e tu devi dire che non ti va bene e proporre un altro prezzo e così si va avanti fino a che non si trova un accordo.

14 agosto: alla mattina presto è ricominciato il viaggio nel nostro percorso su villaggi di montagna con pinnacoli derivanti da antichi vulcani erosi dalle intemperie. Quando ci siamo fermati per pranzare dal nulla sono apparsi gruppi di bambini, figli dei pastori nomadi, che allevano capre o pecore. Gli abbiamo dato alcune cose da mangiare, io una mia maglietta. Per me che credo sia importante la connessione 24 ore su 24, sembra davvero impossibile poter vivere in questi posti sperduti e senza nulla… mi hanno fatto davvero tenerezza…Il paesaggio è cambiato: piccoli giardini, campicelli, palme da dattero e fichi.

15/16 agosto: oggi abbiamo fatto un giro bellissimo nelle Gole del Todra e del Dadés, collegate tra loro a nord da una pista che scorre per chilometri nel letto di un fiume, tra rocce rosse modellatesi nei millenni. Abbiamo messo i piedi a mollo in questa gelida sorgente per riprenderci un po’ dal caldo incessante.

17 agosto: oggi ci siamo fermati a Skoura e visitato una delle più belle e meglio conservate Kasbah di tutto il Marocco. La Kasbah nell’architettura islamica, è una cittadella fortificata situata nella parte interna di una città; una guida locale ci ha spiegato come funzionavano un tempo queste strutture, e che il governo del Marocco si impegna molto per conservarle, visto che sono facilmente deteriorabili e richiedono molta manutenzione.

18/19/20 agosto: questi tre giorni siamo stati nelle sabbie dell’Erg Chegaga, con dune molto alte. Alcune macchine del gruppo si sono insabbiate, e quindi abbiamo passato diverso tempo a fare manovre di “soccorso stradale”.  Qui il caldo è stato davvero allucinante: anche di notte nella tenda si moriva e non abbiamo mai smesso di sudare. Per poter starci dentro abbiamo bevuto litri e litri di acqua e ci bagnavamo di continuo, soprattutto la testa.

21/22 agosto: in questi giorni meta magnifica, la fantastica Plage Blanche, una distesa di spiagge e dune bianche sull’Oceano Atlantico. Per poterla attraversare è necessario consultare un sito internet che avvisa sulle maree della giornata, per evitare di trovarsi insabbiati e poi impantanati nel mare. Abbiamo campeggiato dietro a due grandi dune che ci riparavano dal vento del mare e finalmente un po’ di fresco!!!! Qui è stato davvero divertente.

23 agosto: il nostro percorso sull’oceano continua fino ad Essaouira, che sorge ai piedi di basse colline mediterranee, suddivisa in piccoli campi sassosi punteggiati da ulivi e spinose piante di argan. Le case hanno colori vivaci, blu e bianco, abbellite da dai cestini di fiori appesi. Ci sono mura fortificate della città, incastonate in rocce frastagliate ed una baia sabbiosa; si dice che qui gli schiavi erano imbarcati e venduti sui mercati americani ed europei. Abbiamo mangiato in un riad; è una storica tipica abitazione marocchina con un cortile interno con piante e fontane, tutta piastrellata e su più piani.

24 agosto: Marrakech è una delle Città “Imperiali” del Marocco, molto popolosa ed importante; un signore che parlava molto bene italiano ci ha portato in giro per il suk, ossia il mercato della città. Ci sono mille botteghe che vendono ogni tipo di cosa; tappeti, gioielli, spezie, lampade, ceramiche, quadri, abiti fake e insomma un gran caos… Abbiamo visitato una moschea (ovviamente solo da fuori, perché i non mussulmani non possono entrare). Mi sono dimenticata di dire che per 5 volte tra giorno e notte, nei centri abitati il muezin urlava da un megafono nel minareto, affinché tutti si ricordassero che era il momento della preghiera. Alcune notti mi son svegliata di colpo, perché non mi ricordavo questa cosa.

25 agosto: giornata di trasferimento verso Tangeri, città portuale da cui partiva il nostro traghetto per il rientro ad Algeciras in Spagna e via verso casa! Tra strada, controlli doganali, attesa della nave, siamo stati in ballo per oltre 28 ore!!!!

CURIOSITA’

In questo viaggio ho sempre mangiato tipici piatti marocchini, il più famoso di tutti è la tajin o tajine è di origine berbera; si tratta di un cibo di carne o pesce in umido, tipica della cucina marocchina che prende il nome dal caratteristico piatto in cui viene cotto. 

“Sei una berbera”: frase che veniva detta a mia madre durante gli accordi sul prezzo della merce. I berberi sono gli abitanti storici del Marocco, i più antichi. I berberi delle montagne sono famosi perché riescono sempre ad abbassare il prezzo della merce a loro favore, facendo contrattazioni che durano ore….

Olio di argan: ho comperato questo olio, che dicono dia molti benefici, si estrae dai semi della pianta di Argania spinosa, arbusto tipico dell’Africa del Nord, in particolare della zona sud del Marocco.

Abbiamo percorso in tutto più di 8200 KM, forse un po’ troppi…

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