Libia, una storia mai scritta.

Libia, una storia mai scritta.

Libia, una storia mai scritta.

Molte volte si leggono o si sentono notizie di fatti accaduti con il sospetto che non ce la raccontano tutta. Ma credo di non dire nulla di nuovo!

Io vorrei mettere un piccolo tassello, vissuto in prima persona, unitamente a una ventina di altri Partecipanti a quel tour, che mi hanno fornito un mio personale giudizio sul ruolo dei francesi sulla fine di Gheddafi.

Correva il novembre del 2010, praticamente soli 4 mesi prima del bombardamento da parte della Francia sulle truppe libiche.

Eravamo arrivati nel tardo pomeriggio sul bordo del cratere del Waw En Namous con l’idea che saremmo scesi per visitarlo il mattino successivo. Tempo di fare qualche foto e godersi l’impareggiabile panorama che da nord vediamo arrivare un aereo bimotore a bassa quota che sorvola due o tre volte il cratere. Lo guardiamo ovviamente incuriositi ma poi ci muoviamo e andiamo a fare campo in un piccolo cratere a 3 km (con una sua altra storia di tonfi notturni che spaventavano le guardie al posto di controllo… ma questo lo raccontiamo un’altra volta).

Al mattino, dopo colazione, torniamo al bordo del cratere per lasciare i mezzi e scendere per una bella passeggiata. Tempo quindi di cazzeggiare, mettere le scarpe adatte… ecco che torna lo stesso aereo, con la stessa manovra della sera prima!

Ovvie le domande: Eu… ma, secondo te, come mai??

Altrettanto ovvio che comunque sia una risposta andava data: …boh…potrebbero essere dei voli turistici, magari con partenza da Sebha per far vedere il cratere dall’alto! Plausibile?

Dopo però 10 minuti ecco invece apparire un elicottero militare di quelli grossi a due rotori, che fa un paio di giri sopra le nostre teste e atterra 300 mt sotto, in uno spiazzo.

Scende un 79 con mitragliatrice che viene verso di noi.

A questo punto dico al gruppo “stiamo fermi” e mi avvio a piedi verso di loro. Non si trattava ovviamente di gesto eroico da parte mia, quanto di manifestare rispetto per chi ci veniva incontro.

Scende un ufficiale che in perfetto inglese (lui) mi inizia a fare una serie di domande “da dove veniamo” …”come mai” …”perché”… insomma di fatto un interrogatorio, seppur gentile. Mi chiede di aspettare mentre ritorna all’elicottero. Io, sotto esame da tutto il gruppo, fermo, ostentando tranquillità.

Ritorna da me dopo 5 minuti e indicando la pista da nord mi indica 3 macchine in arrivo veloci e ci dice che era il Generale Comandante dell’Esercito Libico con degli “ospiti”. Cavoli allora l’aero era di controllo visto che da li partono tutte le piste verso il Ciad e il Niger!

Scende questo “omone”, gli dicono chi siamo e viene da noi molto cordialmente!! Si presentano anche i suoi ospiti! Uno di questi era l’Ambasciatore Francese a Tripoli!

Il generale era quello poi accusato di essere scappato in Niger con l’oro di Gheddafi, che si porta in vacanza con le famiglie l’Ambasciatore di quel Paese che guarda caso lo bombarda 4 mesi dopo… tutto normale??

Il Generale mi donò il suo biglietto da visita dicendo “tu sei mio amico, qualsiasi cosa tu hai bisogno chiama”… naturalmente già il giorno dopo ne approfittammo quando scoprimmo che la cisterna di carburante a Wal El Kebir era esaurita… ma anche di questo scriveremo un’altra volta!

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