Il mio Catino nel Murzuk

Il mio Catino nel Murzuk

Il mio Catino nel Murzuk

In Libia…nel Murzuk…ci è accaduto anche questo: Aprile 2010, 24 erano i veicoli tra auto e camion, e 48 i partecipanti!

L’obiettivo del viaggio era l’attraversamento del Muruzk, con le sue grandi immense dune e il fascino che emana per essere uno degli erg più estesi del Sahara e con le dune più alte, ambita meta di tutti gli appassionati!

Dopo le varie dogane e trasferimenti entriamo finalmente sulla sabbia. Briefing di raccomandazioni sull’assoluta necessità di cautela sulle dune…ma si sa che quando siamo “distratti” da qualcosa che aspettiamo con trepidazione la nostra mente è distratta e quindi “non ascoltiamo”. Per fortuna le conseguenze non furono particolarmente gravi e dopo tutti ligi a seguire le istruzioni!

Dopo un paio di giorni di indimenticabili dunoni, discese mozzafiato, gioia allo stato puro, arriva una delle tante pause pranzo, in mezzo a un pianoro nel cuore del Murzuk.

Ovviamente mi accerto in prima persona della qualità delle varie “cucine”, quella emiliana, quella calabro/siciliana, le specialità piemontesi piuttosto che quelle lombarde…insomma ripartii un pelino “appesantito”.

Proprio 300 mt dalla ripartenza “sbuco” con il muso del Mog per scavallare una cresta e mi rendo conto che avrei dovuto fare un pezzo con una leggera pendenza laterale che non mi convinceva. E soprattutto davanti agli occhi uno dei catini più profondi che avessimo mai visto!

Faccio per fare la retro ma mi faccio convincere dalla nostra guida che nel frattempo era scesa dalla sua auto che mi fa un cenno e di venire avanti e passare.

Io di solito non ascolto nessuno! Se il passaggio non mi piace non lo faccio!

Stavolta invece provo e fatti i primi metri mi rendo conto che avevo ragione io…ma oramai era tardi…e quindi sentendo il Mog che scendeva inesorabile a sinistra ho fatto che sterzare per agevolare la discesa diritto e scendo nel catino…in un catino che sembrava infinito.

Poffarbacco esclamai!!

Vabbè, sgonfio e provo a risalire per quello che mi sembrava il lato migliore. Ma non c’era modo di prendere nessuna rincorsa. Provo da un paio di lati ma nulla. Proviamo anche ad attaccare 8/10 strop per aiutarmi con un altro camion ma non ci si arrivava.

A questo punto faccio l’ultimo tentativo…piazziamo delle piastre a metà salita, immaginando di fare presa e prendere un po’ di slancio, mettendo anche i blocchi davanti e dietro.

Durante questa operazione …in tutto il catino rieccheggiò un TAC sinistro e decisamente forte!

Sentenza…rottura del differenziale posteriore…cosa?? Boh!

Poffarbacchina…esclamai di nuovo!!

A questo punto…decisione! Ci organizziamo per far proseguire il gruppo. Avevo dietro due macchine di guide (essendo in tanti mi ero preoccupato di essere “attrezzato”) e con l’aiuto di un paio di amici e della comprensione di tutto il gruppo ci dividiamo.

Rimaniamo li con il meccanico e il suo Mog che era con noi, un equipaggio di amici che “rimaniamo con te” e una macchina delle guide.

Il camion viene messo in piano e in sicurezza e cominciamo l’operazione di smontaggio del differenziale. Avete idea vero????

Una volta aperto ci rendiamo conto che si era rotto “solo” il cuscinetto conico del pignone. Rottura derivante dallo sgancio dell’attuatore a molla del blocco…che peraltro avevo fatto revisionare prima di partire ☹.

Con il mio satellitare, Sharif, la nostra guida, si mette in contatto con dei suoi amici/figli ad Awbari. Questi chiamano, non ho idea di chi e come, a Sebha e per miracolo mi trovano il ricambio! Incredibile!

Fanno quindi partire un’auto che va fino a Sebha a prendere il pezzo per poi portarlo verso di noi. Stimiamo che arrivino in un giorno e mezzo/due.

L’attesa si fa sempre più “pesante”. Non tanto perché eravamo in pericolo (avevamo cibo e acqua a sufficienza…due satellitari…e cmq tutti sapevano dove fossimo) ma per la situazione in sé, e perché avevamo un traghetto di ritorno, etc…

Il meccanico che era con noi, anche lui con un Unimog, decide a un certo punto di caricarsi la guida e andare incontro a quelli con il ricambio.

Tutto bene, peccato che al ritorno l’andamento delle dune era al contrario e dovettero fare un giro enorme per tornare indietro, arrivando la mattina successiva, rimanendo anche quasi senza carburante!

Però avevano il cuscinetto!! Tutto il giorno per rimontare il tutto!

Sveglia al mattino presto prima dell’alba, quando la sabbia era ancora fresca e compatta e alle prime luci un tentativo. Gomme sgonfiate a mezza atmosfera…ruote diritte…sigaro acceso…Doors a palla…e con un filo di gas siamo riusciti a salire, tra l’altro dalla parte più ripida del catino ma con sabbia più dura! Sembrava di avere una grande mano appoggiata al sedere di Mog che mi spingeva su!

Festa grande!

Radunammo tutto, trasbordo di carburante all’altro Mog e ripartimmo al volo per rientrare verso nord. Ovviamente abbiamo dovuto fare un ampio giro per non beccare tutte le dune al contrario, con una cavalcata sulle dune indimenticabile…alla sera del giorno successivo ci siamo ricongiunti col gruppo sulla strada verso Tripoli!!

E quando chiesi a Sharif quanto fosse il “disturbo” mi fece pagare il solo cuscinetto (pochi euro) dicendomi che quello per loro non era lavoro…era un piacere fatto a uno di loro, un amico!!

Sharif, suo fratello, i suoi figli, il poliziotto Mohamed…erano, sono e rimarranno sempre nei nostri cuori…

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