Le Stelle nel Sahara
Le Stelle nel Sahara
Le Stelle nel Sahara
È uno spettacolo che lascia senza parole, capace di far sentire piccoli davanti all’immensità dell’universo.
Le app dei nostri moderni smartphone, segnalandoci pianeti, stelle e costellazioni, ci fanno diventare per qualche minuto piccoli astronomi e inguaribili romantici. Basta puntare lo schermo verso il cielo per scoprire nomi, traiettorie e storie che si nascondono dietro ogni punto luminoso.
Ma nel deserto il cielo si osservava molto prima della tecnologia. I Tuareg, popolo nomade del Sahara, hanno sempre utilizzato le stelle come guida per orientarsi nelle notti infinite tra le dune. Per loro il firmamento non è solo uno spettacolo da ammirare, ma una vera mappa vivente tramandata di generazione in generazione.
Per un momento proviamo allora a guardare il cielo come lo guardano loro, immaginando i nomi che hanno dato ai corpi celesti:
Firmamento = erèr
Sole = tafùk
Luna = aiòr
Stelle = itran (al singolare atrì)
Via Lattea = maellàu
Cometa = aaròd
Venere = tàtrit tan tùfat
Orsa Maggiore = talèmt de ròris
Orsa Minore = aurà
Stella Polare = lemkescèn
Pleiadi = scèt aad
Orione = amanàr
La cintura di Orione = tagebèst en amanàr
Scorpione = tazèrdamt o tassèit
Grande Carro = ifarakfaraken
Sirio = eidi
Lepre = imkad
Aldebaran = kokoiiod
E per orientarsi nella notte del deserto:
Nord = fòi
Est = lekkàblet
Sud = aneòl
Ovest = igedèl en tafuk
In un luogo come il Sahara, dove le luci artificiali non esistono e il cielo appare nella sua forma più pura, questi nomi assumono un significato ancora più profondo. Non sono soltanto parole, ma strumenti di viaggio, memoria e cultura.
La stella più bella della foto – Unimog.


