Libia, Oasi di Buzema
Libia, Oasi di Buzema
Libia, Oasi di Buzema
Molte leggende circondano questo luogo, che si dice popolato da jiinny* e teatro di fenomeni inspiegabili. La mente cerca di razionalizzare, ma l’ambiente stesso sembra invitarti a dubitare di ciò che conosci. Il villaggio abbandonato, le tombe sparse qua e là, la conformazione strana del lago e i suoi colori cangianti – dal bianco al rossastro – insieme al fumo che spesso esce dalle acque bollenti, contribuiscono a dare un senso di mistero così intenso da sembrare reale. In questi luoghi, la natura sembra raccontare storie antiche, e ogni dettaglio alimenta l’immaginazione.
Ricordo bene un episodio personale, che ancora oggi mi fa rabbrividire. Ero al volante, percorrendo la pista sabbiosa proprio a ridosso del lago, quando, da un gruppo di cespugli sul lato lago, apparvero improvvisamente un uomo e un bambino. Erano entrambi nudi e completamente ricoperti di fango, come se fossero emersi direttamente dalla terra. Istintivamente, via radio commentai l’accaduto con chi era dietro di me… ma incredibilmente, nessuno di loro li vide. Tornai indietro per cercare tracce, ma non c’era nulla: nessuna impronta, nessun segno, nessuna presenza. Come se fossero stati solo un’illusione fugace. Dopo qualche minuto di silenzio, con l’imbrunire che si avvicinava, ripartimmo, con una sensazione di straniamento e rispetto verso quel luogo che non dimenticherò mai.
I libici che vivono nelle vicinanze raccontano spesso di episodi altrettanto strani: luci di auto che si accendono e spengono da sole, radio che improvvisamente iniziano a trasmettere rumori e voci incomprensibili. È un territorio che conserva un’aura di mistero, dove il confine tra realtà e leggenda sembra sfumare.
E questi sono solo piccoli assaggi di quello che accade qui… ma dei Jiinny vi parlerò un’altra volta, perché meritano una storia tutta loro, lunga e avvolgente.


