Viaggio in Iran, alla Scoperta di un Popolo Meraviglioso
Viaggio in Iran, alla Scoperta di un Popolo Meraviglioso
Viaggio in Iran, alla Scoperta di un Popolo Meraviglioso
Ricordo bene la “prima volta”. Avevamo organizzato il viaggio attraverso un nostro Corrispondente, molto ben referenziato, ma si sa che non è mai come “conoscere” le cose di prima mano.
È un Paese che suscita molta curiosità ed apprensione, con le storie che ci raccontano i nostri media e per molti genera ancora “paura”.
Io so solo che al rientro dal primo viaggio scrissi una e-mail di ringraziamenti all’Ambasciatore Iraniano a Roma, per la verità con un tono ironico del quale mi ero pentito, “lamentandomi” del fatto che avevo portato un gruppo di 50 persone a visitare un “Popolo pericoloso” e siamo tornati invece tutti con un’immagine distorta. Per fortuna ha capito il tono scherzoso e mi ha ringraziato.
Il primo impatto lo abbiamo avuto arrivati in frontiera! Abituati alle frontiere sahariane ci aspettavamo di tutto! Sorridente arriva l’incaricato dell’Agenzia, scortato da un Ufficiale dell’esercito, che amabilmente mi saluta in perfetto inglese Oxfordiano (e io con l’Italico CIAO) e mi propone di raccogliere tutti i passaporti e i libretti dei veicoli. Con altrettanta gentilezza ci propone di farci accompagnare in un Ristorante a 2 km di distanza dove avremmo potuto aspettare seduti, al fresco, a mangiare, intanto che finisse la procedura dei documenti. Dopo 3/4 ore è tornato con tutti i documenti a posto, scusandosi del tempo impiegato!!
Tra i ricordi la scena appunto della foto, dove le prime macchine del gruppo arrivano in un Villaggio in montagna e vengono bloccati dal Capo Villaggio…non potevano non fermarsi al matrimonio della figlia!
Oppure durante una sosta pranzo in una piccola cittadina…sto tagliando una torta, passa un ragazzino, gli faccio cenno io e gli offro una fetta di torta. Lui ringrazia e se ne va…dopo 10 minuti torna con una anguria e ci spiega che ce la manda la mamma. Noi a questo punto gli diamo una torta…e lui torna con un sacchetto pieno d’uva. Ok, ha vinto lui!!!
Un’altra volta siamo fermi lungo una strada a bordo fiume, arriva una macchina, ci vede, rallenta e si ferma. Scende uno, apre il baule e arriva con una sacchettata di frutta…senza dire nulla ce la molla li, sorride, ci ringrazia (!!) e se ne va!
Oppure a Isfahan, quando nella giornata libera con visita delle meraviglie di questa metropoli di quasi 2 milioni di abitanti, lascio il gruppo e vado in giro per fare delle piccole manutenzioni al Mog. Dove?? Boh…intanto mi muovo verso la periferia e intravedo in una zona industriale uno di quei cortili sterrati con alcune attività meccaniche che mi sembrava potessero fare al caso mio. Fantastici…in 3 si sono fiondati sotto al camion e mi hanno risolto, smontato, saldato, modificato tutto quello che mi serviva. Anche litigando non c’è stato verso di pagare!!
Finito dovevo trovare per far riparare una gomma squarciata…prendo una tangenziale e trovo un gommista da camion! Dopo un paio d’ore ero ancora lì, a mangiare con loro nel retrobottega, ovviamente a terra, in una stanza di 12 mq, con la “nebbia del fumo di qualcosa” che usciva da delle pipette…ho potuto declinare perché mi ero acceso un toscano!! Succede a un certo punto che arriva un pick-up con una gomma da trattore da riparare. Anche a martellate il fermo del cerchio pieno di ruggine non saltava giù. Mi viene in mente che avevo una bomboletta di uno spray sciogli-ruggine…con movimenti scenografici e lenti spruzzai abbondantemente il fermo e dopo qualche minuto gli feci cenno di riprovare col martello. Da quel momento ero diventato un semi-dio!!
Oppure scendendo da una delle innumerevoli montagne trovo appena fuori da un Villaggio uno dei loro fantastici pick-up blu (Zamyad) fermo, con una ruota bucata appena riparata, con un locale che stava gonfiandola con una pompa a mano. Mi fermo e gli passo la canna dell’aria compressa del Mog. Questo capisce, urla qualcosa verso il villaggio, arriva uno, lui gli parla e cominciano ad arrivare tutti. Venite a casa a mangiare! No grazie … allora a bere un tè…no grazie dobbiamo andare!!…allora tenete della frutta…ma non vi preoccupate!!! …finché è arrivato uno con una trota (!!) che ancora si muoveva su un foglio di carta! Non ho saputo dirgli di no!
Un altro giorno in un viaggio, un motociclista decide di fare una deviazione, si attarda e decide che non sarebbe ripartito. Ma dovevate vedere dove!!! Ha passato la notte dormendo al caldo, rifocillato e nutrito, praticamente in una scuola coranica/moschea, invitato dal Capo-Villaggio!
Veramente ne avremmo tante, troppe da raccontare!
Un popolo cordiale, sorridente, che ci ha sempre ringraziato per essere a casa loro. Dove non ci siamo mai sentiti a disagio, dal più sperduto dei villaggi montani alla metropoli!
Dove abbiamo molti amici!
Ci torneremo presto!
Il viaggio
Un viaggio in Iran con Desartica ha queste caratteristiche:


